In data 21 Marzo 2018 il Consiglio dei Ministri ha approvato i decreti legislativi che, in riferimento alla riforma del terzo settore, prevedono l’integrazione e la correzione la disciplina delle Imprese Sociali e il Codice del Terzo settore.

Il comunicato stampa del Consigli dei Ministri n. 75/2018 evidenzia l’approvazione di decreti correttivi, in esame preliminare, che integrano e modificano il D.Lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo settore) e il D.Lgs. 112/2017 (Revisione disciplina in materia di impresa sociale).

Le modifiche apportate al Codice del Terzo settore recepiscono le osservazioni formulate dagli stakeholder di riferimento e hanno come finalità il migliore coordinamento con la normativa nazionale e regionale vigente. Vengono riportate di seguito, alcune delle ulteriori principali modifiche disposte:

- viene integrato l’elenco delle attività di interesse generale esercitabili dagli enti del Terzo settore,

- è previsto che le organizzazioni di volontariato di secondo livello devono avvalersi in modo prevalente dell’attività di volontariato delle persone fisiche associate alle organizzazioni di primo livello che ne compongono la base sociale,

- sono previste integrazioni e correzioni in materia fiscale riguardanti la definizione della platea degli enti destinatari delle misure agevolative, anche con riferimento agli Enti filantropici,

- è aumentato il numero dei componenti del Consiglio nazionale del Terzo settore.

In materia di revisione legale dei conti, viene chiarito che, fermo restando il controllo contabile già previsto, l’obbligo di sottoporsi a revisione legale sussiste solo per gli enti del Terzo settore di maggiori dimensioni. Inoltre, per previsione statutaria, l’ente del Terzo settore può affidare la revisione legale dei conti, quando essa sia obbligatoria, all’organo di controllo interno, a condizione che in tale organo di controllo sia presente un revisore legale iscritto nell’apposito registro.

Riguardo le disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo n.112/2017 in materia di revisione della disciplina in materia di impresa sociale, le principali novità previste riguardano:

- l’adeguamento degli statuti delle imprese sociali,

- l’utilizzazione dei lavoratori molto svantaggiati e dei volontari,

- le misure fiscali e di sostegno economico.

Nello specifico, le nuove norme prevedono:

- l’introduzione di un limite temporale ai fini del computo della quota di lavoratori definiti “molto svantaggiati” dipendenti dell’impresa sociale,

- la possibilità, per le IPAB privatizzate, di acquisire la qualifica di impresa sociale,

- l’inserimento di una clausola di salvaguardia della normativa in tema di società cooperative, volta a garantire che le operazioni straordinarie avvengano nel rispetto delle finalità tipiche e dell’identità specifica dell’impresa sociale in forma cooperativa,

- l’introduzione di limiti più stringenti all’impiego di volontari nelle imprese sociali, con la previsione che l’azione dei volontari stessi debba essere aggiuntiva e non sostitutiva di quella dei lavoratori impiegati.

Sotto il profilo fiscale:

- è disposta la non imponibilità delle somme destinate al versamento del contributo per l’attività ispettiva e delle somme destinate a riserva e della imponibilità di qualsiasi distribuzione di utili ai soci, anche qualora ciò avvenga sotto forma di aumento gratuito del capitale nei limiti delle variazioni ISTAT,

- viene modificata la disciplina degli investimenti nel capitale delle imprese sociali, prevedendo che gli investimenti agevolabili devono essere eseguiti dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, e che la qualifica di impresa sociale deve essere acquisita da non più di cinque anni, allineando la disciplina a quanto previsto dalla normativa sulle start-up innovative già approvata da parte della Commissione Europea.

Giorgio Gentili.